
Dubbi sul pignoramento a carico di dipendenti pubblici? In questa breve guida di Diritto alla Sintesi rispondiamo direttamente alle 6 domande più frequenti che riceviamo, con soluzioni pratiche e dirette.
1. Il pignoramento dello stipendio: i dipendenti pubblici e statali possono subire il pignoramento dello stipendio?
Sì. La legge n.207/2024 (Legge di Bilancio 2025), commi 84 e 85, ha modificato l’art. 48-bis del d.P.R. 602/1973: quando al dipendente pubblico siano state notificate cartelle per importi pari ad almeno € 5.000 ha previsto a carico delle amministrazioni pubbliche e delle società a partecipazione pubblica, il blocco del pagamento delle somme superiori a €. 2.500 euro dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento.
2. Qual è il limite massimo di pignoramento se il creditore è una banca o una finanziaria?
Se il pignoramento viene promosso da un creditore privato (es. per un prestito o un mutuo non pagato), il limite massimo applicabile allo stipendio netto del dipendente pubblico rimane quello ordinario, ossia pari a 1/5 (un quinto) della busta paga (art. 545 co.4 c.p.c.).
3. Come funziona il pignoramento dello stipendio pubblico da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione?
Alla quota di retribuzione da sospendere si applicano i limiti stabiliti dall’art. 72-ter del d.P.R. 602/1973, previsti per le ipotesi di pignoramento presso terzi da parte, appunto, dell’agente della riscossione:
1/10 per stipendi fino a € 2.500;
– 1/7 per stipendi compresi tra € 2.500 e € 5.000;
– 1/5 solo se lo stipendio supera i € 5.000.
Resta ferma la misura di cui all’articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila euro.
4. Che cos’è il pignoramento “diretto alla fonte” attivato dal Fisco per gli statali?
È una procedura ultra-rapida che permette all’Agenzia delle Entrate Riscossione di ordinare direttamente al Ministero o all’Ente pubblico (tramite il sistema NoiPA o l’ufficio ragioneria) di trattenere le somme dalla busta paga, bypassando la necessità di attendere l’udienza di un giudice in tribunale (art. 72-bis del D.P.R. 602/1973)
5. Cosa succede se il dipendente pubblico ha già una Cessione del Quinto sulla busta paga?
La cessione del quinto e il pignoramento possono coesistere, ma la somma dei due trattenute non può mai superare la metà dello stipendio netto (limite del doppio quinto o 50%). Se il pignoramento notificatosi supera questa soglia, la quota pignorata viene ridotta dal giudice o dall’ente per salvaguardare la metà dello stipendio.
6. Come può un dipendente pubblico bloccare o ridurre il pignoramento della busta paga?
Le vie principali sono: presentare un’istanza di rateizzazione all’Agenzia delle Entrate (se il debito è fiscale) per sospendere la procedura, proporre un accordo a saldo e stralcio ai creditori privati, oppure (in caso di grave crisi finanziaria) verificare la possibilità e l’esistenza dei presupposti per attivare le tutele della legge sul sovraindebitamento.
Avv. Marco Mosca
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