Il pignoramento

Il pignoramento

Cos’è il pignoramento? In questa breve guida di Diritto alla Sintesi rispondiamo direttamente alle 6 domande più frequenti che riceviamo, con soluzioni pratiche e dirette.

1. Il pignoramento: cos’è e come avviene?

Il pignoramento è l’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni assoggettati all’espropriazione (art. 492 c.p.c.) In parole semplici: è il vincolo giuridico che “blocca” i tuoi beni per venderli e soddisfare i creditori. Inizia sempre con la notifica di un titolo esecutivo (es. una sentenza o un decreto ingiuntivo) e del precetto.

2. Quali sono i diversi tipi di pignoramento?

Esistono tre categorie principali, a seconda dell’oggetto:
Mobiliare: riguarda beni mobili contenuti in casa o nei locali dell’impresa (es. arredi, gioielli) o di veicoli (artt. 518 e 521bis c.p.c.);
Presso terzi: è il più comune e colpisce somme che il debitore deve ricevere da altri, come lo stipendio, la pensione o il conto corrente (art. 543 c.pc.);
Immobiliare: colpisce la proprietà di case, terreni o altri beni immobili (art. 555 c.p.c.).

3. Possono pignorarmi la “prima casa”?

Questa è una delle domande più comuni. È bene chiarire: lo Stato (Agenzia delle Entrate Riscossione) non può pignorare l’unica casa di proprietà del debitore se vi risiede e non è di lusso (art. 76 del D.P.R. 602/1973 e principio confermato dalla Cassazione con l’ordinanza n.32759/2024). Tuttavia, i creditori privati (come le banche) possono pignorare la prima casa senza questi limiti, a patto che il debito sia certo ed esigibile.

4. Esistono beni che non si possono pignorare?

Sì, la legge tutela il minimo vitale. Non sono pignorabili:
– Beni di prima necessità (letto, tavolo da pranzo, frigorifero, ecc.);
– Strumenti indispensabili per l’esercizio della professione (con certi limiti);
– L’ultimo stipendio accreditato sul conto prima della notifica del pignoramento; dopo il pignoramento entro certi limiti a seconda della natura delle somme sul conto.

5. Quanto tempo passa dal precetto al pignoramento?

Dopo la notifica del precetto, il creditore deve attendere almeno 10 giorni prima di procedere, ma non può farne passare più di 90. Se superano i 90 giorni senza che sia iniziato il pignoramento, il precetto scade (c. d. perenzione) e deve essere rinotificato.

6. Come ci si può difendere da un pignoramento?

Esistono diverse strade legali, come le opposizioni all’esecuzione (per contestare il diritto del creditore a procedere) o le opposizioni agli atti esecutivi (per vizi di forma). Inoltre, è possibile richiedere la conversione del pignoramento, sostituendo ai beni pignorati una somma di denaro rateizzabile, per salvare il proprio patrimonio, trovare un’intesa a saldo e stralcio.

Avv. Marco Mosca


Scenari di assistenza legale

L’analisi sopra riportata ha carattere generale e divulgativo. Se la tua situazione presenta profili di complessità che richiedono un parere legale o un esame documentale specifico, puoi richiedere una consulenza privata tramite la compilazione dei moduli nelle sezioni dedicate

➡️Torna all’elenco di tutte le Sintesi legali

➡️Scopri i temi della sezione Approfondimenti